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Ecopsicologia in azione

Buongiorno a tutti!

Sono rientrata da poco da una trasferta di lavoro in Puglia dove ho trovato un clima decisamente diverso da quello della mia valle ( la differenza di temperatura era di 16 gradi in più rispetto a quella di casa mia). Al Sud soffiava un vento caldo asciutto e i colori di Lecce mi hanno subito proiettata in questa estate che tarda ad arrivare e che, a dirla tutta, io desidero proprio tanto per poter andare al mare. Amo l’acqua in tutte le sue forme anche se i torrenti e i ruscelli di montagna sono sempre i miei preferiti; c’è qualcosa di magico nello scrosciare dell’acqua sulle pietre e nei colori di questi corsi d’acqua che pur essendo di dimensioni ridotte creano pozze e cascate in cui viene naturale immergersi e non solo con il corpo. Non è raro trovare libri e racconti che narrano di fate ed elfi abitanti di questi luoghi e con il caldo dei mesi estivi, per me ricercare un po’ di frescura è anche un’ottima occasione per recuperare le leggende popolari e le fiabe dell’infanzia. Mi sento bene quando l’acqua si muove, mi sento bene nel bosco, in montagna al mare e anche in giardino. Ho sperimentato anche il deserto alcuni anni fa, seppur per poche ore, e devo ammetterlo che mi ha affascinata. Ero in Egitto, era notte, presso un centro di osservazione astronomico in cui il solo rumore udibile era quello del deserto stesso e del mio respiro. E’ stato incredibile osservare le stelle, ascoltarne il rumore registrato dai tecnici del centro e vedere il cielo sotto un’altra prospettiva, guardare miliardi di piccole luci che da casa mia non potevo vedere, con la certezza sempre più radicata di osservare miliardi di vite diverse dalla mia. Che emozioni.

Tendo ad essere un pochino insofferente nei giorni piovosi e nebbiosi in cui non c’è luce e in cui non riesco a vedere il cielo; il clima plumbeo per più giorni consecutivi mi fa sentire un po’ prigioniera e io quando mi sento costretta in qualcosa tendo a voler scappare via. La mia naturale propensione è per la conoscenza, la curiosità, per provare il nuovo. Mi considero parte integrante di questo mondo anche se spesso, soprattutto ultimamente, fatico a comprendere scelte e pensieri di molte persone e per me, avere la percezione del clima annusando l’aria, è ciò che mi rende figlia del mondo, perché se sta per nevicare lo sento.

C’è una risonanza importante nel sentirmi parte del tutto, nell’essere un attore di un grande spettacolo che non è mai uguale a sé stesso anche se fatico a comprendere il mio ruolo; in realtà, non mi è ostico il fatto di essere parte di qualcosa che non posso capire fino in fondo, ma mi è difficile capire con la mente il senso di tutto ciò. Le emozioni sono di entusiasmo misto a dubbio e a sconcerto, in parte dettate dalla consapevolezza che proprio perché siamo tutti diversi, è possibile che altri non si sentano parte di questo spettacolo e recitino in un’altra opera.

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