Networking Planet

Ecopsicologia in azione

Gregory Bateson e l'apertura a un nuovo modo di vedere noi stessi e la vita

Riporto qualche citazione estremamante molto stimolante di quello che sicuramente verrà riconcosciuto come il filosofo più rivoluzionario dei nostri tempi: Gregory Bateson.

 

«Di tutti gli organismi immaginari (draghi, protomolluschi, anelli mancanti, déi, demoni, mostri marini e così via) - sottolinea Gregory Bateson -, il più ottuso è l'uomo economico. È ottuso perché i suoi processi mentali sono tutti quantitativi e le sue preferenze sono transitive» (DAE, p. 263).

 

 «Che cos’è un uomo, che può conoscere i sistemi viventi e agire su di essi, e che cosa sono questi sistemi, che possono essere conosciuti? Le risposte a questo duplice enigma devono essere costruite intrecciando insieme la matematica, la storia naturale, l’estetica e anche la gioia di vivere e di amare» (DAE pp.272-273).

 

«A me sembra che, pur senz'alcuna analisi esauriente dei relativi fattori cibernetici, certe persone si astengano dalle azioni che produrrebbero bruttezza, e che esistano persone col "pollice verde" nelle loro relazioni con gli altri sistemi viventi. Sono incline ad associare questo fenomeno a una sorta di giudizio estetico, a una consapevolezza dei criteri dell'eleganza e di certe combinazioni dei processi che portano all'eleganza anziché alla bruttezza» (G. Bateson, Una sacra unità, p. 388)

 

Visualizzazioni: 458

Rispondi

Risposte a questa discussione

Continuo con Bateson:

La carenza di saggezza sistemica è sempre punita.  (Verso un’ecologia della mente)

Ora cominciamo a scorgere alcuni degli errori epistemologici della civiltà occidentale. In armonia col clima di pensiero che predominava verso la metà dell’Ottocento in Inghilterra, Darwin formulò una teoria della selezione naturale e dell’evoluzione in cui l’unità di sopravvivenza era o la famiglia o la specie o la sottospecie o qualcosa del genere. Ma oggi è pacifico che non è questa l’unità di sopravvivenza del mondo biologico reale: l’unità di sopravvivenza è il complesso “organismo più ambiente” (cioè non è una unità delimitabile). Stiamo imparando sulla nostra pelle che l’organismo che distrugge il suo ambiente distrugge sé stesso. (l’unità di sopravvivenza evolutiva risulta coincidente con l’unità mentale).   (Verso un’ecologia della mente)

       Mi abbandono alla convinzione fiduciosa che il mio conoscere è una piccola parte di un più ampio conoscere integrato che tiene unita l’intera Biosfera.   (Mente e Natura)

Se mettete Dio all’esterno e lo ponete di fronte alla sua creazione, e avete l’idea di essere stati creati a sua immagine, voi vi vedrete logicamente e naturalmente come fuori e contro le cose che vi circondano. E nel momento in cui vi arrogherete tutta la mente, tutto il mondo circostante vi apparirà senza mente e quindi senza diritto a considerazione morale o etica. L’ambiente vi sembrerà da sfruttare a vostro vantaggio. La vostra unità di sopravvivenza sarete voi e la vostra gente o gli individui della vostra specie in antitesi con l’ambiente formato da altre unità sociali, da altre razze, dagli altri animali e dalle piante.

Se questa è l’opinione che avete sul vostro rapporto con la natura e se possedete una tecnica progredita, la probabilità che avete di sopravvivere sarà quella di una palla di neve all’inferno. Voi morrete a causa dei sottoprodotti tossici del vostro stesso odio o, semplicemente, per il sovrappopolamento o l’esagerato sfruttamento delle risorse.     (Verso un’ecologia della mente)

Rispondi alla discussione

RSS

© 2020   Creato da Marcella Danon.   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio