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Ecopsicologia in azione

Bilancio annuale della microrealtà:
germogli nel deserto
di Leonardo Boff (traduzione di Antonio Lupo)
[ASPETTI POSITIVI DEL CAMBIAMENTO IN CORSO: Leonardo
Boff si sofferma sugli aspetti contraddittori del contesto attuale, cercando
di valorizzare i semi positivi che stanno germogliando nel mondo,
nonostante tutto – n.d.r.]
Da Sant’Agostino (“in ogni uomo c'è insieme un Adamo e un Cristo),
passando per Abelardo (“sic et non”), per Hegel e Marx e arrivando a
Leandro Konder, sappiamo che la realtà è dialettica.
Vale a dire che é contraddittoria perché gli opposti non si annullano, ma
si intendono e convivono permanentemente generando dinamismo nella
storia. Questo non è un difetto di costruzione, ma il segno distintivo della
realtà. Nessuno lo ha espresso meglio del poverello di Assisi quando
pregava : ”dove c'è odio che io porti amore, dove ci sono tenebre che io
porti la luce, dove ci sono errori che io porti la verità...”. Non si tratta di
negare o annullare uno dei poli, ma di optare per uno, quello luminoso, e
rinforzarlo al punto di impedire che l'altro negativo sia così distruttivo.
Perchè questa riflessione? Significa che il male non è mai così male da
impedire la presenza del bene, e che il bene non è mai così bene da
prosciugare la forza del male.
Dobbiamo imparare a trattare con queste contraddizioni.
In un precedente articolo tentai un bilancio della macrorealtà, bilancio
negativo; attualmente stiamo andando di male in peggio. Ma 

dialetticamente c'è un lato positivo che è importante rilevare.
Un bilancio delle microrealtà ci rivela che stiamo assistendo, speranzosi,
allo sbocciare di fiori nel deserto. E questo sta accadendo in tutto il
pianeta.
Basta frequentare i Forum Sociali Mondiali e le basi popolari di molte
parti del mondo per notare che una nuova vita sta esplodendo tra le
vittime del sistema e perfino nelle imprese e nei dirigenti che stanno
abbandonando il vecchio paradigma e si mettono a costruire una Arca di
Noé salvatrice.
Annotiamo alcuni punti del cambiamento che potranno salvaguardare la
vitalità della Terra e garantire la nostra civilizzazione.

Il primo è il superamento della dittatura della ragione strumentale
analitica, principale responsabile della devastazione della natura,
mediante l'incorporazione dell'intelligenza emozionale o cordiale, che ci
porta a coinvolgerci con il destino della vita e della Terra, curando,
amando e cercando il ben-vivere.
Il secondo è il rafforzamento mondiale dell'economia solidale globale,
dell'agroecologia, dell'agri-coltura biologica, della bio-economia e
dell'eco-sviluppo, alternative alla crescita materiale misurata dal PIL.
Il terzo è l'ecosocialismo democratico che propone una nuova forma di
produzione con la natura e non contro di essa e un necessario governo
globale.
Il quarto è il bioregionalismo che si presenta come alternativa alla
globalizzazione omologatrice, valorizzando i prodotti e i servizi di ogni
regione, con la sua popolazione e cultura.
Il quinto è il ben vivere dei popoli indigeni andini, che suppone la
costruzione dell'equilibrio tra esseri umani e con la natura a base di una
democrazia comunitaria e nel rispetto dei diritti della natura e della
Madre Terra o l'Indice di Felicità Lorda del governo del Bhutan .
Il sesto è la sobrietà condivisa o la semplicità volontaria che rafforzano la
sovranità alimentare di tutti, la giusta misura e l'autocontrollo del
desiderio ossessivo di consumare.
Il settimo è il visibile protagonismo delle donne e delle popolazioni
indigene che hanno una nuova benevolenza verso la natura e modi più
solidali di produzione e consumo.
L'ottavo è l'accettazione lenta ma crescente delle categorie della cura
come precondizione per realizzare una reale sostenibilità. Questa si sta
slegando dalla categoria sviluppo ed è vista come la logica della rete
della vita, che garantisce le interdipendenze di tutti con tutti, assicurando
la vita sulla Terra.
Il nono è la penetrazione dell'etica della responsabilità universale, perché
siamo tutti responsabili per il nostro destino comune e della Madre Terra.Il decimo è la redenzione della dimensione spirituale, al di là delle
religioni, che ci permette di sentirci parte del tutto, di percepire l'Energia
universale che tutto penetra e sostenta […].
Tutte queste iniziative sono più che sementi. Sono già germogli che
dimostrano la possibile fioritura di una Terra nuova con una Umanità che
sta imparando a responsabilizzarsi, a curare e amare, il che assicura la
sostenibilità del nostro piccolo Pianeta.
Vedi L.Boff e M.Hathaway: O Tao da Libertação: explorando a ecologia da
transformação (Vozes 2012).

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